Lorenzo Pazzaglia: Mai scritte poesie
Lorenzo Pazzaglia: Tantomeno su alberi.
Roberto Del Bianco: E l ontano lontano nel campo
Roberto Del Bianco: Finge un pianto
Roberto Del Bianco: Pizzicato dal vento
Serena Cerrito: Forse non la definisci poesia, Lopaz, ma ballata, o filastrocca, o altro, non so. Ma qualche cosa è!
Lorenzo Pazzaglia: Non sono poesie, sono "filastrocche per bambini tristi"...
Lorenzo Pazzaglia: ...nel senso che se gliele leggi i bambini si intristiscono.
Lorenzo Pazzaglia: 😀
Serena Cerrito: Perfetto. Allora mandaci le filastrocche per bambini tristi! 😀
Lorenzo Pazzaglia: Mi sono perso la cartella in cui avevo raccolti i dattiloscritti😔
Serena Cerrito: Noo....😱
Serena Cerrito: Ma non le sai a memoria? Non ne puoi riscrivere almeno qualcuna?
Lorenzo Pazzaglia: Gravissima perdita per la Poesia italiana del Novecento
Serena Cerrito: Sì. Per me, e Rob, sì 😵
Serena Cerrito: E sono seria
Serena Cerrito: A me quel che hai letto è piaciuto molto. Rodari non faceva di meglio
Lorenzo Pazzaglia: A memoria ricordo solo il ciliegio e la betulla, di altre solo l'inizio o poco più.
Serena Cerrito: Non letto: recitato
Serena Cerrito: Ok, riscrivici ciliegio è betulla, allora, per favooooreee 😘😘😘
Lorenzo Pazzaglia: 😓
Lorenzo Pazzaglia: Il ciliegio non fa sacrilegio/
Lorenzo Pazzaglia: non ha erede, né fede:/
Lorenzo Pazzaglia: non crede./
Lorenzo Pazzaglia: A malapena intravede/
Lorenzo Pazzaglia: nella sera il piede/
Lorenzo Pazzaglia: di animale schiacciare/
Lorenzo Pazzaglia: i suoi frutti a coppie caduti/
Lorenzo Pazzaglia: i suoi semi sputati:/
Lorenzo Pazzaglia: ossetti di ciliegio/
Lorenzo Pazzaglia: come per sortilegio/
Lorenzo Pazzaglia: privi del privilegio/
Lorenzo Pazzaglia: di trovare una sede.
Lorenzo Pazzaglia: La betulla si trastulla/
Lorenzo Pazzaglia: (la grulla)/
Lorenzo Pazzaglia: su una storia d'amore/
Lorenzo Pazzaglia: fasulla/
Lorenzo Pazzaglia: che ancora le frulla/
Lorenzo Pazzaglia: nella chioma, e l'annulla./
Lorenzo Pazzaglia: Neanche vede il cipresso/
Lorenzo Pazzaglia: (quel fesso)/
Lorenzo Pazzaglia: che è pazzo di lei/
Lorenzo Pazzaglia: fin da fanciulla/
Lorenzo Pazzaglia: ma non le ha mai detto nulla.
Lorenzo Pazzaglia: Poi c'erano il faggio che è un vecchio saggio,
l'abete che ama la quiete,
il vecchio banano più sordo che nano,
l'ontano lontano nel campo,
il pioppo un po' zoppo etc.
ma a memoria non le ricordo.
Roberto Del Bianco: Posso pubblicarle bellissime
Lorenzo Pazzaglia: Tu puoi tutto.
Lorenzo Pazzaglia: Sulla betulla c'è una storia particolare😊
Lorenzo Pazzaglia: Alle elementari la maestra di Agnese chiese ad ogni alunno di imparare una poesia a memoria...
Lorenzo Pazzaglia: E Agnese si presentò in classe declamando "La betulla" (era stata pubblicata nell' angolo della poesia che curava Fabio per il mensile "Terni Umbria")...
Lorenzo Pazzaglia: E quando la maestra le chiese chi era il poeta...
Lorenzo Pazzaglia: Agnese rispose "zio Lorenzo".
Lorenzo Pazzaglia: 😀
Roberto Del Bianco: 😀
Serena Cerrito: Splendido! grazie!(pausa lezione)