Daniel Kahneman of Princeton University writes about the Focusing Illusion, which holds that “nothing in life is as important as you think it is while you are thinking about it.” He continues: “Education is an important determinant of income — one of the most important — but it is less important than most people think. If everyone had the same education, the inequality of income would be reduced by less than 10 percent. When you focus on education you neglect the myriad of other factors that determine income. The differences of income among people who have the same education are huge.”
The good folks at Edge.org organized a symposium, and 164 thinkers contributed suggestions. John McWhorter, a linguist at Columbia University, wrote that people should be more aware of path dependence. This refers to the notion that often “something that seems normal or inevitable today began with a choice that made sense at a particular time in the past, but survived despite the eclipse of the justification for that choice.”
Evgeny Morozov, the author of “The Net Delusion,” nominated the Einstellung Effect, the idea that we often try to solve problems by using solutions that worked in the past instead of looking at each situation on its own terms. This effect is especially powerful in foreign affairs, where each new conflict is viewed through the prism of Vietnam or Munich or the cold war or Iraq.
Too cheap to meter. Il meglio non va d'accordo con il bene. Predictions are difficult, especially about the future Le cavie non imparano la biologia As Keynes famously said when accused of inconsistency: “When I get new information, I change my mind — and you?”. Information wants to be free. Paul Romer "Everyone wants progress. Nobody wants change."
Wednesday, March 30, 2011
Sunday, March 27, 2011
riflessioni su LorenzoP
rifletto che la discussione sul nucleare riguarda la possibilità di un costante aumento della produttività. Questo permette l'espansione dei redditi e della cultura
il concetto dovrebbe essere ; ho dichiarato fin dall'inizio la cornice in cui parlo di nucleare, ma tu lorenzo non hai dichiarato la tua. io penso che la tua visione del mondo
adoratori di padre pio
- non sono anticapitalista
- non sono antiamericano
- non sono ecologista
- non sono antidemocratico
- non sono mai stato pacifista
scontro con LorenzoP sulla crescita
mail iniziale
Vi abbraccio e scusate il ritardo ma ero a casa nei giorni scorsi e non potevo aprire la posta d'ufficio.
In sintesi: credo che per la sua natura (per come è oggi) la tecnologia nucleare a fini civili sia destinata a fare la fine dei dirigibili di inizio '900.
Ciò non perché sia "meno sicura" di altre (in termini proporzionali di morti e tantomeno di danni ambientali, che casomai sono di petrolio e gas) quanto per la difficoltà a dominarne gli effetti sulla salute e vita umana in situazioni oltre i limiti previsti (ma prevedibili). Invisibilità insita (atomo) e riservatezza necessaria (processo e condizioni di produzione) fanno il resto.
Nel mondo in cui sempre più tutti comunicano tutto a tutti, una tecnologia che ha necessità di segretezza oltre ogni ragionevole principio è destinata ad essere rimpiazzata.
Consideriamo che oggi il nucleare produce circa il 15% (stabile da 15 anni) del fabbisogno energetico mondiale. Penso che da qui a una ventina di anni sarà progressivamente sostituito da rinnovabili + gas (che ha meno emissioni CO2 rispetto al petrolio) e, in prospettiva più lontana, da nuove meravigliose tecnologie (idrogeno da acqua? nucleare "freddo"?).
Del resto già oggi la Germania (tra i più spinti a suo tempo sul nucleare), e che cresce più di ogni altro in Europa e non solo, aveva il 20% (in calo dal 27% di 15 anni fa) da nucleare e il 17% (rispetto al 3% di 15 anni fa) da rinnovabili. E ora chiude i 7 più vecchi dei suoi 16 reattori, senza che si pensi a una diminuzione della crescita.
Profilo di Lorenzo · Bacheca di Lorenzo
Vi abbraccio e scusate il ritardo ma ero a casa nei giorni scorsi e non potevo aprire la posta d'ufficio.
In sintesi: credo che per la sua natura (per come è oggi) la tecnologia nucleare a fini civili sia destinata a fare la fine dei dirigibili di inizio '900.
Ciò non perché sia "meno sicura" di altre (in termini proporzionali di morti e tantomeno di danni ambientali, che casomai sono di petrolio e gas) quanto per la difficoltà a dominarne gli effetti sulla salute e vita umana in situazioni oltre i limiti previsti (ma prevedibili). Invisibilità insita (atomo) e riservatezza necessaria (processo e condizioni di produzione) fanno il resto.
Nel mondo in cui sempre più tutti comunicano tutto a tutti, una tecnologia che ha necessità di segretezza oltre ogni ragionevole principio è destinata ad essere rimpiazzata.
Consideriamo che oggi il nucleare produce circa il 15% (stabile da 15 anni) del fabbisogno energetico mondiale. Penso che da qui a una ventina di anni sarà progressivamente sostituito da rinnovabili + gas (che ha meno emissioni CO2 rispetto al petrolio) e, in prospettiva più lontana, da nuove meravigliose tecnologie (idrogeno da acqua? nucleare "freddo"?).
Del resto già oggi la Germania (tra i più spinti a suo tempo sul nucleare), e che cresce più di ogni altro in Europa e non solo, aveva il 20% (in calo dal 27% di 15 anni fa) da nucleare e il 17% (rispetto al 3% di 15 anni fa) da rinnovabili. E ora chiude i 7 più vecchi dei suoi 16 reattori, senza che si pensi a una diminuzione della crescita.
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Il professor Francesco Romanelli: «Stiamo lavorando per conseganre al mondo il reattore ITER»
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