premessa: cerco sul vocabolario della treccani compassione e trovo definizioni che non mi piacciono. Non sono un lessicografo ma la spocchia intellettuale che ci vedo dietro mi fa pensare.
spunto da lorenzo e serena che sono d'accordo nel disapprovare il politically correct.
avevo abbonato a serena il fatto che non era in grado di spiegarmi perchè avrebbe dovuto chiamare netturbino qualcuno che si voleva chiamare operatore ecologico. La prima spiegazione, intellettualmente ridicola, era che bisognava chiamare le cose con il loro nome. Naturalmente l'obbiezione immediata: "perchè non li chiami spazzini e monnezzari",è devastante. Presuppone una fissità del linguaggio, come descrittivo, che fa acqua da tutte le parti ( e allora l'onomatopea?). altre per fortuna non ce ne sono state.
Ma la grande differenza che c'è tra me, serena e lorenzo non te l'ho trasmessa: il mio essere stato nella giovinezza, tra i 12 e 16 anni ( tra il 1967 e il 1971 potere operaio) profondamente cattolico e francescano, con una compassione, una capacità di vivere le sofferenze altrui eccezionale.
Penso che sia molto difficile spiegarti quello che avevo vissuto allora, perchè il cattolicesimo del tuo tempo altro non mi sembra che una forma di superstizione. Perchè, a me, quella visione aveva portato all'estremismo della teologia della liberazione e quindi alla violenza implicita in potere operaio.
Trasmetterti questo mi è stato impossibile, le cose che ho cercato di trasmetterti di me sono state quelle che vivevo con passione e trasporto: scienza tecnologia economia e politica, non certo i residui di una giovinezza lontana.
Ma vorrei, se puoi nel tuo tempo,nel tuo liberalismo di sinistra e nella possibile incoerenza, trovare un posto per una visione profondamente compassionevole penso che ne usciresti personalmente arricchito anche se con contraddizioni.
Quello che non vorrei trasmetterti della mia giovinezza è la spocchia intellettuale di letture da cui ormai sono distante. Provo a tirare fuori dal cilindro della memoria letture, musiche, quadri e film: come li tiro fuori dal cassetto non faccio altro che gettarli, uno dopo l'altro nello scatolone dei rifiuti.
No comments:
Post a Comment