I poteri sono tanti e le contiguità sono tante, ma questa pluralità non garantisce la formazione di una opinione pubblica essenziale alla democrazia.
Io non ho la risposta, sono solamente in grado di individuare il problema.
Questa è la costituzione:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
di cosa ci parla la costituzione?
La libertà di manifestare il proprio pensiero non è più in discussione, né si può imporre una discontinuità tra poteri e informazione, quindi la costituzione purtroppo non ci dice nulla. O è forse lo strumento costituzione che non serve.
Provo a ragionare: se, invece della libertà di espressione, la costituzione garantisse l'obbligo dell'informazione pubblica di tutte le decisioni politiche ( o pubbliche?) e della loro formazione, dati compresi, potrebbe forse essere utile.
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