- bolla immobiliare
- bolla finanziaria
- tutte le combinazioni delle due
- logistica
- produzione
- IT
- web
ma nessuna di queste è stata centrale per la crescita: la bolla di internet non era fondata sulla realtà dell' IT ma su una sua rappresentazione naif.
Ora ci ritroviamo con una economia globalizzata che favorisce in maniera spropositata i monopoli produttivi, senza nessuna possibilità di tornare indietro e con competitori come Cina e India che hanno dalla loro dei numeri di popolazione ( e di mercato) impressionanti.
Summers diceva che i numeri che dava il ceo di ge (20% di impiego nel settore industriale) erano senza riscontro, e sicuramente è vero , ma allora dove trovare occupazione e fiducia per la crescita nelle economie postmoderne?
è questa mancanza di prospettiva unita ai costi di un economia matura che mi fa pendere un po verso il pessimismo di chi non ha capito.
naturalmente la prospettiva potrebbe essere un aumento della tassazione, se non ci fosse una profonda dissonanza cognitiva tra il ruolo fondamentale della tassazione nello sviluppo (sanità ricerca cultura difesa) e il desiderio individuale di fuggirla. Esempio ne era chi in america si opponeva alla riforma sanitaria perchè era a favore di medicare e la considerava una grande conquista della sanità privata che gli sarebbe stata tolta dalla riforma. Che in realtà, in una sua versione seria, la voleva estendere a tutti quelli che la sceglievano.
d'altronde la visione familiare dell'economia, il risparmio e lo stringere la cinghia sono i più inefficaci metodi per uscire dalla crisi.
forse rivoltare la tassazione dai redditi ai consumi potrebbe essere una soluzione anche di narrazione perchè permetterebbe una fittizia sensazione di maggior reddito disponibile individualmente.
certo la tassazione sul reddito è la peggior cosa possibile dal punto di vista narrativo perche restringe tout court il reddito percepito come disponibile, la libertà
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