Il motivo è che il nefrologo dell'ospedale gli ha detto che a causa del fatto che ha un solo rene, e non in buone condizioni, non avrebbe autorizzato ulteriori procedure che prevedano l' assunzione di liquido di contrasto.
Ora Piero non è concentrato sulla cura del suo tumore al polmone, ma vuole dire all'oncologo con forza che non farà più TAC con liquido di contrasto.
L'inutile informazione del nefrologo è servita per minare la fiducia di Piero nell'oncologo e nutrire tutte le sue fantasie su errori medici e malasanità.
- Il nefrologo se non ritiene sicuro per Piero, nel suo attuale stato di salute, assumere liquido di contrasto non deve fare altro che non autorizzarlo. Ora e/o in futuro.
- Quale può essere il motivo per cui ipoteca il futuro con Piero? Sta a lui valutare i possibili vantaggi della TAC con mezzo di contrasto con i pericoli connessi alla nefropatia
Ora Piero è ossessionato dal liquido di contrasto e non dal suo tumore. Se l'oncologa che lo segue non ha mezzi efficaci per combattere il suo tumore, questa è una bellissima cosa, se invece impedisce una possibile terapia efficace è una iattura.
Non facciamo la TAC, non facciamo la chemio che fa male, non parliamo poi della radio.